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Il mio gatto odia gli altri gatti

Gatto Forum — Convivenza e comportamento

MartiMiao

Ciao a tutti, scrivo perché sto un po’ in crisi 😅 Ho un gatto maschio di 3 anni, sterilizzato, preso da cucciolo. In casa con noi è un amore: coccole, gioco, dorme sul letto, mai aggressivo con le persone. Però… con gli altri gatti diventa un’altra bestia.

È successo già due volte: una volta con il gatto di mia sorella (che vive in un altro appartamento) e una volta provando a ospitare per qualche giorno una gattina di un’amica. In entrambi i casi lui soffia, ringhia, pelo gonfio, fa “uuhh” e cerca proprio di attaccare. Non è solo paura: sembra proprio odio. Anche solo sentire odore di un altro gatto lo manda fuori di testa. Ho provato a tenerli separati in stanze diverse ma appena si avvicinano alla porta lui parte.

Io e il mio compagno stavamo pensando di adottare un secondo gatto in futuro, ma adesso mi sembra impossibile. È una questione di territorio? O magari c’è qualcosa che lo stressa o lo rende insicuro? Avete esperienze o consigli pratici su come far accettare un altro gatto senza creare una guerra in casa? Grazie davvero 🙏

Giulia

MartiMiao ti capisco tantissimo 🥺 io ho due mici e il primo (Luna) all’inizio “odiava” chiunque avesse baffi! Per me la chiave è stata andare lentissima: giorni solo scambio di odori (copertine, magliette), poi pappa vicino alla porta chiusa, poi barriera tipo cancelletto. E TANTISSIMI premietti quando restava calma 😺

Se lo butti in “incontro frontale” è normalissimo che esploda. E non è cattiveria: è ansia + territorio. Ci vuole tempo, anche settimane/mesi. Non mollare subito 💜

DottRiva

Comportamento molto comune. Prima di pensare a “odio”, valuterei due piani: medico e gestionale.

1) Visita veterinaria se non recente: dolore (dentale, articolare), cistiti/FLUTD, ipertiroidismo o altre condizioni possono abbassare la tolleranza e aumentare irritabilità e marcature. Non posso dirti che sia quello, ma vale la pena escluderlo.

2) Inserimento: l’aggressività verso conspecifici spesso è paura/territorialità. Evitare incontri diretti iniziali, usare feromoni (diffusore), routine stabile, risorse duplicate (ciotole, acqua, cucce). Se mai adotterete, la regola pratica è “n+1” per lettiere e punti cibo, con separazione iniziale e reintroduzione graduale.

Se la reazione è molto intensa, un veterinario comportamentalista può impostare un protocollo e valutare anche supporti nutraceutici/dietetici in sicurezza.

Sandro

Visto mille volte con i rescue: gatto “unico re” in casa e poi arriva un intruso = panico + difesa. Non è che odia, è che pensa di dover proteggere tutto.

Consiglio pratico: se vuoi testare, non far entrare l’altro gatto “in giro” subito. Nuovo gatto in stanza sua 7-10 giorni minimo, poi scambio odori, poi ciotole ai due lati della porta. Se ringhia, allontani la ciotola e riprovi più lontano. Progressi piccoli.

E scegli bene il secondo: un gatto super sicuro e invadente può peggiorare tutto. Meglio un soggetto tranquillo e abituato ai gatti (tipo da gattile che vivono in gruppo).

Vale90

Oddio mi viene ansia solo a leggere 😭 io ho il mio primo gatto da 6 mesi e sogno di prenderne un altro ma ho paura che succeda così…

Domanda forse stupida: quando dici che “attacca” intendi che arriva proprio a menare con le zampe o solo soffia? E poi: lui fa pipì fuori lettiera quando sente l’altro? Perché ho letto che può succedere 😥

LeoComport

Da come lo descrivi: alta attivazione + aggressione territoriale/da paura, probabilmente rinforzata da esperienze passate (ogni volta che vede/sente un gatto va “in modalità guerra”).

Punti chiave per una futura convivenza:

- Risorse: lettiere = numero gatti + 1, distribuite in zone diverse e “protette” (non tutte nello stesso angolo). Stessa cosa per ciotole e tiragraffi.

- Spazio verticale: mensole, tiragraffi alti, vie di fuga. Riduce gli scontri perché permette evitamento.

- Protocollo di introduzione: separazione fisica iniziale, scambio odori, associazione positiva (cibo/gioco), contatto visivo controllato (rete/cancelletto), incontri brevi e chiusi “in bellezza”.

- Mai punire ringhi/soffi: sono segnali di distanza. Punire aumenta stress e peggiora.

Se la reazione parte “solo dall’odore” può servire un lavoro di desensibilizzazione strutturato. Vale un consulto dedicato se state davvero pensando a un secondo gatto.

CamillaCoons

Ti capisco 💜 io ho un Maine Coon e una Ragdoll e all’inizio sembrava un drama totale 😅 Con i gatti “da salotto” super morbidi… ma comunque territoriali!

A me ha aiutato tantissimo creare “zone” eleganti e separate: due fontanelle d’acqua, due tiragraffi importanti (quelli alti e stabili), cucce in alto, e diffusore di feromoni in corridoio. E tappetini/plaids diversi per scambiarsi l’odore.

Se un giorno adotti, scegli un micio dal carattere pacato e fai introduzione lenta: è la differenza tra guerra e convivenza da Instagram 😻

KiraStar

Secondo me i gatti sentono le “energie” degli altri gatti prima ancora di vederli 😳✨ tipo… se l’altro arriva agitato o con odori strani (casa diversa, paura, veterinario) lui lo percepisce e va in allarme.

Io farei: far “scaricare” l’energia al nuovo micio in una stanza tranquilla, musica soft, copertina, e poi scambio odori super graduale 🩷🐾 E magari pulire bene dove è passato l’altro, perché certi odori restano e li triggerano!

Riky89

Scommetto che mangia croccantini tutto il giorno e poi ci stupiamo se è nervoso 🙃🔥 I gatti non sono peluche da mettere insieme “per compagnia” e via.

E poi sta cosa di voler prendere un secondo gatto quando il primo è già in difficoltà… boh. Prima sistemate gestione, spazi, routine, alimentazione decente e arricchimento. E se lo fate, niente allevatori “a caso” e inserimento fatto bene, non la porta socchiusa e speriamo 😅

NicoMacro

Non dico che sia la causa, ma lo stress e la soglia di reattività possono peggiorare se la dieta è molto ricca di carboidrati o se mangia “a buffet” tutto il giorno 😺

Io controllerei: percentuale proteine animali, poche robe vegetali inutili, e magari più umido (idratazione = spesso più benessere). Poi: piccoli pasti in momenti “strategici” durante la desensibilizzazione (pappa = associazione positiva quando sente l’altro gatto). Se vuoi scrivi marca/ingredienti e ti dico cosa noto.

Rosanna

Tesoro, non disperare ❤️ io ho avuto gatti per una vita e ti dico che alcuni sono proprio “padroni di casa”!

Quando portai a casa la mia Minù (anni fa), il vecchietto di casa faceva scenate tremende: soffi, ringhi, teatro. Ci vollero settimane di pazienza: stanze separate, copertine scambiate, e soprattutto niente fretta. Un giorno, all’improvviso, li ho trovati a dormire a due metri di distanza… e da lì piano piano è andata meglio.

Pazienza e routine, e se serve fatevi seguire da un esperto. Vedrai che si può 💜🐾

PippoLOL

Il tuo gatto non “odia” gli altri gatti: sta solo difendendo il regno, le tasse e i confini nazionali 😼🏰

Scherzi a parte: i gatti sono tipo firewall. Se arriva un dispositivo nuovo (altro gatto) senza autorizzazione, scatta l’allarme. Serve pairing graduale: odore -> vista controllata -> contatto breve. E snack come se piovesse.

ElenaVol

Da volontaria ti dico: non è raro e non significa che non potrà mai convivere. Ma è fondamentale scegliere il “match” giusto.

Se davvero pensate a un’adozione, parlane con un gattile serio: possono proporre un gatto abituato ai gatti e dal carattere non invadente. E spesso permettono inserimenti con periodo di prova/affiancamento (dipende dalla struttura).

E mi raccomando: per i primi giorni/ settimane, nuovo gatto in stanza dedicata con lettiera, acqua, cibo, nascondigli, tiragraffi. Inserimento fatto bene = metà del lavoro 😺

FurioFelix

Il carattere conta tantissimo, più della “razza” in sé. Ci sono gatti super sociali e gatti monospecifici che vogliono essere gli unici.

Occhio anche al linguaggio del corpo: coda a spazzola, orecchie indietro, fissare = escalation. Se l’altro gatto lo guarda fisso o gli va incontro dritto, per molti è una provocazione.

Se prenderete un secondo, meglio un gatto calmo, che sappia leggere i segnali e non sia “bullo”. E tanto spazio verticale: cambia proprio la dinamica.

SereTikTok

Ok ma io sono come te: il mio è mio figlio 😂💜 però l’idea del secondo gatto “bestie friends” stile TikTok è spesso fake, dietro ci sono mesi di inserimento.

Io farei contenuti a parte: “giorno 1 scambio copertine”, “giorno 7 pappa alla porta”, ecc. E soprattutto routine: stessi orari pappa/gioco. Quando si stressa, sessione di gioco con la cannetta per scaricare e poi snack. Piano piano!

Bruno

Il gatto vuole casa sua e basta. Non c’è da scandalizzarsi.

Se proprio volete metterne un altro, dovete avere spazio e pazienza. Stanza separata, lettiere separate, e non fate incontrare i gatti finché il primo non smette di fare la sentinella davanti alla porta. E niente forzature: il gatto forzato diventa cattivo davvero.

E se non va, non va: meglio un gatto sereno che due in guerra.

FrancyMamma

In casa nostra (2 bimbi + 2 gatti) la cosa più importante è stata la “gestione del caos” 😅 se c’è rumore, corse, ospiti, i gatti sono già più tesi e l’inserimento peggiora.

Se rifai la prova con un altro gatto: ambiente calmo, bambini istruiti a non inseguire e a non “presentare” i gatti in braccio. E creare zone off-limits dove il tuo può stare in pace (mensole, stanza). Quando si sente al sicuro, tollera di più 💜🐾

LettieraKing

Te lo dico da maniaco delle lettiere: la convivenza spesso si rompe lì. Se sente odore di “altro gatto” vicino alle sue risorse, parte la guerra.

Regola d’oro: lettiere = gatti + 1, in posti diversi, non tutte in fila. Pulizia quotidiana, sabbia che piace (molti preferiscono agglomerante fine), e niente deodoranti profumati aggressivi che sommano stress.

Quando ospiti un altro gatto, dagli la SUA lettiera in stanza separata e non far usare al tuo quella dell’ospite. Riduce tantissimo l’escalation.

NotteBlu

Scrivo ora perché ovviamente i pensieri sui gatti arrivano alle 3 😅🌙 Comunque sì, l’odore di un altro gatto può “infestare” la casa per giorni e alcuni vanno in paranoia totale.

A me era successo: il mio fissava la porta e faceva quei versi bassi… inquietante. Ho risolto pulendo bene le zone di passaggio, coprendo i punti dove si metteva in guardia, e facendo routine di gioco serale per abbassare la tensione. Se puoi, evita ospitate improvvise: per lui è come un’invasione.

Alma

Prova a guardare il messaggio sotto: il tuo gatto ti sta dicendo “ho bisogno di sicurezza”. I gatti ci insegnano i confini, e quando si sentono minacciati li difendono.

Piccoli passi, presenza calma, niente fretta. Crea angoli di quiete, rituali di gioco dolce e premi quando riesce a restare centrato anche solo sentendo l’altro. Se l’energia in casa è tranquilla, spesso anche loro scendono di tono 🐾

IlaPungente

Onestamente? Alcuni gatti sono single e stanno benissimo così 😼💅

Se lui è felice, equilibrato con voi e non sente il bisogno di “un amico”, l’adozione del secondo è più un desiderio umano. Detto ciò, se volete farlo, si fa come da manuale: inserimento lento e tante risorse. Ma mettete in conto che potrebbe non diventare mai “coccole e amicizia”, al massimo tolleranza civile.

ChiaraVet

Da studentessa (quindi non sostituisco il vet!), aggiungo una cosa “scientifica”: l’aggressività tra gatti spesso è legata a segnali olfattivi e alla mancanza di controllo sull’ambiente. Se lui sente l’odore ma non può “capire” cosa succede (porta chiusa, rumori), può aumentare la frustrazione.

Per questo nei protocolli si lavora con: prevedibilità (routine), controllo (possibilità di allontanarsi), associazione positiva (cibo/gioco quando appare lo stimolo) e gradualità.

Se noti anche inappetenza, vomito da stress, diarrea o pipì fuori posto durante questi eventi, segnalalo al veterinario: lo stress può somatizzare.

EttoreViolet

Con una certa eleganza: non tutti i gatti sono fatti per la “socialità forzata” 😌🐾 Anche nei soggetti di razza (Ragdoll, British, ecc.) il temperamento individuale domina.

Se desiderate un secondo gatto, scegliete con criterio: soggetto equilibrato, già abituato alla vita con altri felini, e soprattutto un inserimento lento e controllato. Investirei senza esitazione in un consulente comportamentale: costa meno di mesi di stress e mobili graffiati.

E curerei l’ambiente: tiragraffi importanti, percorsi verticali, ciotole separate. Il buon gusto coincide spesso con il buon senso.

MauroHelpCats

Capisco la voglia di aiutare un altro micio, davvero. Però prima viene il benessere di quello che hai già. Se il tuo va in tilt solo all’odore, l’adozione “di slancio” rischia di creare due infelici.

Se un giorno vorrete comunque, fate un percorso: consulenza comportamentale + inserimento graduale + supporto del gattile per scegliere un gatto adatto. Nel frattempo, se vuoi aiutare, puoi fare volontariato, donare cibo/lettiere o fare stallo breve solo se hai una stanza separata e regole ferree.

Meglio fare le cose bene che fare gli eroi per una settimana e poi scoppia la guerra 😺